 SU FACEBOOK LA POLIZIA TROVA IL LADRO
In Nuova Zelanda le ingiunzioni ufficiali possono essere notificate anche tramite Facebook. La Corte Suprema austrialiana ha autorizzato gli avvocati a notificare le ingiunzioni anche tramite Facebook, alle persone che non si fanno trovare in casa e non rispondono alle email. Questa decisione aveva già fatto scalpore nel dicembre 2008.
Il primo arresto su Facebook
Ora, sempre in Nuova Zelanda, grazie a Facebook la polizia ha individuato un criminale. Il fatto è accaduto a Queenstown. Immaginate lo stupore da parte del ladro, caduto nella Rete con le sue stesse mani. Il social network è diventato un reticolato di informazioni, spesso vere, ed una fonte d'indagine di grande importanza. La notizia arrivata dalla Nuova Zelanda dimostra ancora una volta la neutralità del web. La presenza di dati sensibili su Facebook non necessariamente deve essere preda delle società pubblicitarie e marketing. Può anche diventare un valido strumento d'investigazione per le forze di polizia. Almeno fin quando i criminali 2.0 non cominceranno a disertare i social network.
Accadrà anche in Italia? Probabilmente no
Geograficamente il nostro Paese si trova esattamente agli antipodi rispetto alla Nuova Zelanda. Considerando l'avversione nostrana nei confronti delle intercettazioni telefoniche è molto più probabile che si decida di censurare Facebook in modo bipartisan, piuttosto che utilizzarlo come strumento d'indagine. Ovviamente scherziamo...
15 / 01 / 2009
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