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 LICENZIAMENTO SU FACEBOOK
Un nuovo caso su Facebook trova eco sui mass media. Scrive su Facebook di trovare noioso il proprio lavoro e viene licenziata. E' accaduto a Kimberley Swann, una lavoratrice inglese addetta alle fotocopiatrici. Il suo datore di lavoro ha letto il commento su Facebook, considerandolo un valido motivo di licenziamento della lavoratrice. Secondo l'ex datore di lavoro il commento pubblicato su Facebook avrebbe creato discredito sulla reputazione dell'azienda, facendo venire meno il rapporto di fiducia con la lavoratrice. Comunque stiano le cose, la notizia conferma le preoccupazioni espresse qualche mese fa, anche da questo sito (vedi "Facebook e diritto alla privacy"), sull'effetto "boomerang" delle informazioni scritte sui social network. Scrivere sotto proprio nome ciò che si pensa può recare grave danno ai propri interessi. Facebook va infatti considerato al pari di un luogo pubblico, come la televisione o qualsiasi altro mass media. Se non fareste mai un'affermazione in tv contro il vostro datore di lavoro... allora non fatelo nemmeno su Faceboook. Insultare una persona o screditare il proprio lavoro può diventare una causa legale e far perdere il posto. Così come ha capito a sue spese la giovane lavoratrice inglese.
01 / 03 / 2009
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