 Flop del 'Quit day' su Facebook
Era stato annunciato come il primo grande esodo di massa dal pianeta Facebook. Una risposta secca degli utenti alle ultime modifiche imposte dal socialnetwork sulle condizioni di privacy. La realtà è stata però ben diversa. Sono stati in pochi a cancellare il proprio account e la lista degli iscritti al Quit Facebook Day (www.quitfacebookday.com) non supera i 30 mila, pochi per infrangere la popolazione di 400 milioni di persone che vive la propria trasposizione digitale (evitiamo di chiamarla Second Life) su Facebook. Ben inteso, le critiche rivolte al social network sono tutte razionali e condivisibili. In qualsiasi diario online l'utente è l'unico a decidere se una informazione personale deve essere condivisa o no. Una critica raccolta dallo stesso Mark Zuckerberg che di recente ha annunciato di voler rivedere la privacy per accogliere le critiche degli utenti. Detto ciò è però anche vero che l'annunciata fuga da Facebook si è trasformata in un una gita fuori porta. Rinunciare alla lista degli amici su Facebook era probabilmente un prezzo troppo alto da pagare in nome di un principio che, per quanto nobile, non sostituisce l'enorme bisogno di relazionarsi col prossimo. Del resto, come insegna la vita, si può chiudere una porta soltanto se un'altra è già aperta ad aspettarci ed al momento non esistono vere e proprie alternative a Facebook nel mondo dei socialnetwork.
02 / 06 / 2010
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